IL CERCHIO

Nel cerchio puoi dire “mi racconti una storia con la tua faccia?”

Nel cerchio ognuno ha la stessa distanza dal centro, lo stesso “valore”, lo stesso sacro portare ed essere, ma ognuno porta sé e la sua differente faccia.
Ogni movimento smorfia starnuto paura meraviglia è visibile nel cerchio ed è parte di quel che accade, di quel che si racconta.
Nel cerchio, sacro è chi riceve, sacro è chi svela. Sacro è ciò che viene svelato.
Il centro arde di antico fuoco e chi racconta cura che non divampi l’incendio, prende e porta fiamma che scalda e non brucia a ciascuno e a se stesso.
Nel cerchio racconta chi parla e chi tace.
Nel cerchio ciascuno è protetto e protegge.
Il cerchio si apre a chi giunge e chiede di esserne parte, perchè il cerchio è curioso. E’ curioso perchè nei punti che lo costituiscono è finito e infinito insieme, è certo della sua forma e della sua essenza e non teme di essere snaturato.
Può essere molto stretto, ma anche smisuratamente ampio.
Può stringersi in un abbraccio, ma può contenere la rotta della luna e del sole.
Può essere leggero e veloce di festa o profondo di sussurato silenzio.
È il ventre di una donna che può contenere un bambino.
E’ il vortice dell’acqua nel buco, il mulinello dell’aria delle foglie d’autunno.
Il cerchio è un tempo che ritorna, riconoscibile ma mutato da ciò che si è svelato, sempre più saggio e consapevole e sempre pronto ad accogliere ciò che è nuovo.
Nel cerchio trova posto il vecchio e il nato ora, sia nello stesso momento sia nel loro avvicendarsi mentre si fanno generosamente spazio nella vita che tiene il ritmo,
come in una giusta storia. L’uomo e la donna e ogni sfumatura hanno un luogo nel cerchio.
Il cerchio comprende gli opposti e non li annulla.
Li amplifica in tutte le possibilità come punti infiniti, e ne è costituito.
Nel cerchio la vita, le vite e la relazione degli uni con gli altri, si intrecciano in fili invisibili e sottili, tesi e passanti sempre dal centro. Come una trama che comprende ciascuno e che origina da ciascuno, un tessuto che offre la possibilità di avere cura e ricevere calore.

Madreterra è un cerchio. Contiene ognuno e la sua storia.
Il cammino su di essa è sempre un cerchio. Partire implica sempre anche tornare in un qualche punto di questo grandissimo cerchio.
Chi torna può sostare e prendere un tempo e uno spazio nel cerchio delle storie.
Chi riparte si incammina nel sentiero del possibile ma il suo passo muove sempre su un punto di questo grandissimo cerchio.
Siamo
in ogni momento
ciascuno
parte dello stesso cerchio.

Della stessa storia.

E ognuno è la sua propria storia.
Essere nel cerchio vuol dire sapere dove si è
chi si è, dove hai intenzione di andare.
Quali sono le coordinate.
Essere consapevoli della propria storia.
Saperla raccontare.
Poterla raccontare.
Essere nel cerchio vuol dire Essere, Esistere.
Essere Compresi.